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Anomalie statistiche
Da qualche giorno finalmente sono in giro i famigerati elenchi degli affittuari degli alloggi del Fondo Immobiliare, dopo mesi di "silenzio" da parte di Comune e SGE.
Perché elenchi e non elenco? Semplice, perché Aquilatv.it ne ha pubblicato uno estratto da non-si-sa-bene-dove, con tanto di date di firma del contratto e termine di locazione, canoni di affitto ecc., mentre a stretto giro il Comune dell'Aquila ne ha pubblicato un altro in cui erano assenti molti dei dati di cui sopra.
Ovviamente, visti i miei precedenti con elenchi di beneficiari (e non) di alloggi, potevo esimermi dal rompere le scatole? Ma ovviamente no :-)
Caricando entrambi gli elenchi in Google Refine (dopo averli trasformati in CSV con pdftotext, vim e tanto olio di gomito) salta subito all'occhio una discrepanza: l'elenco del Comune ha 299 voci, mentre quello di Aquilatv ne ha 308 (escludendo duplicati e voci "anonime").
C'è un'altra cosa che salta all'occhio: nella colonna relativa alla composizione dei nuclei familiari di entrambi gli elenchi fa spesso capolino il numero 2. Potrebbe essere solo una coincidenza, quindi prima di trarre conclusioni affrettate sarebbe il caso di analizzare i dati con strumenti adeguati.
Esportando entrambi i dataset e dandoli in pasto a R si ottengono questi istogrammi relativi alla distribuzione statistica delle dimensioni dei nuclei familiari:

Fondo immobiliare - Distribuzione componenti nucleo familiare (fonte: Comune dell'Aquila)

Fondo immobiliare - Distribuzione componenti nucleo familiare (fonte: Aquilatv.it)
Che cosa si può dedurre dai grafici?
Innanzi tutto, entrambi gli elenchi hanno la stessa distribuzione statistica, quindi i dati di Aquilatv.it sono reali. Nello specifico, i nuclei familiari con due componenti rappresentano oltre il 40% dei beneficiari degli alloggi del Fondo Immobiliare, seguiti a ruota da persone singole e nuclei di 4 componenti.
Non ci sarebbe nulla di strano in tutto questo, se non fosse che (cito testualmente il comunicato stampa del Commissario delegato per la Ricostruzione - l'enfasi è già presente nel documento originale):
– I nuclei familiari numerosi – da quattro componenti in su – potranno chiedere l’assegnazione di un map disponibile sia nel comune dell’Aquila che in quelli dell’intero cratere, o di un alloggio del fondo immobiliare, anche se avevano espresso la preferenza per il contributo di autonoma sistemazione nel censimento dello scorso agosto.
(Per i curiosi, qui potete trovare la sessione di R utilizzata per produrre i grafici.)
17520
Cosa si fa in 17520 ore?
In 17520 ore un cucciolo di gatto diventa adulto.
In 17520 ore una matricola diventa un prossimo laureando.
In 17520 ore si scrivono 5256000 LOC in C (ammettendo di scrivere ininterrottamente 300 LOC/ora).
In 17520 ore nascono e muoiono due generazioni di smartphone.
In 17520 ore (a partire da ora) potrebbe finire completamente la disponibilità di indirizzi IPv4.
In 17520 ore si fanno tante cose. Ma non a L'Aquila.
6 aprile 2009, 17523:32
Fuck Facebook
To cut a long story short, Facebook admins apparently consider more offensive a photo of a pair of naked boobs than some retarded jerks trolling the victims of the 6.3 earthquake in L'Aquila.
So, fuck them.
Update (2011/04/05): fB finally removed that shit.
Non va bene un cazzo
"Beh, ma ormai a L'Aquila a parte il centro storico va tutto bene, no? Cioè, ti sei salvato, stai ricostruendo casa, chi non lo può fare ha avuto una nuova casa... di che vi lamentate?"
Già, di che ci lamentiamo? Permettetemi una piccola digressione.
C'era una piccola stradina, Via del Cembalo di Colantoni, una strada ripida e stretta su cui si affacciava la porta di una scuola di musica/sala prove. La "mia" sala prove, dove ho passato delle giornate e delle serate fantastiche (eccezion fatta per gli urli quando non studiavo le parti). La sera, dopo le prove con la big band, ognuno se ne andava per i cazzi propri e inevitabilmente dovevo fare il tragitto da quella viuzza fino a Piazza del Teatro (sono abitudinario, lasciavo sempre la macchina lì), passando per Piazza Duomo e il Corso: a volte c'era gente, a volte no, ma fare quel breve tratto a piedi sotto le luci giallastre delle lampade al sodio era meraviglioso.
Freddo, caldo, nebbia, pioggia... non me ne poteva fregare di meno: girare per L'Aquila sotto quella luce giallastra per me era un'ispirazione. E ora, dopo quel 6 aprile 2009, non girerò più sotto quelle luci, non passerò più per molti di quei luoghi e i luoghi in cui passerò non saranno mai più gli stessi.
Certo, siamo vivi, abbiamo dove alloggiare (non tutti) e stiamo ricostruendo le case (pochi, troppo pochi). Ma tutto questo non è vivere, questo è il minimo indispensabile per poter sopravvivere. I posti familiari, i vicoli, le piazze... per voi che vivete normalmente sono cose scontate, quasi "superficiali". Per noi che li abbiamo persi no.
Va tutto bene a L'Aquila, dite voi? No, non va bene un cazzo.
Memoria ad personam
Leggo con un certo disappunto che nel maxiemendamento al Milleproroghe è stato inserito un comma che istituisce la "Giornata della memoria per le vittime del terremoto" per il 6 aprile. Come mai se ne sono ricordati solo ora?
Ve lo dico io: perché dovevano creare un legittimo impedimento a comparire dinanzi ai giudici per Silvio Berlusconi, stavolta sulla pelle dei nostri amici e parenti che non ci sono più.
Se c'è qualche pidiellino all'ascolto, voglio sapere che ne pensa - soprattutto considerando che è più di un anno che il suddetto impedito non si fa vedere a L'Aquila se non dentro la blindatissima caserma della GdF e che non lo vogliamo alle commemorazioni dei morti, visto che ha spergiurato sulle loro bare.
PS: i commenti sono moderati ora non più, sfogatevi pure (se ne avete coraggio).
Trova le differenze
Proposto ed approvato all'unanimità:
La Camera,
premesso che:
- in attuazione del decreto-legge n. 39 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2009, nel mese di aprile 2009 sono stati emanati vari provvedimenti che hanno prima sospeso e poi prorogato sino al 30 giugno 2010 i pagamenti di tasse e contributi per le popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009;
- nel mese di luglio 2010 dopo due consistenti manifestazioni di cittadini avvenute a L'Aquila e a Roma e dopo numerose proteste unitarie promosse dai sindaci dei comuni colpiti dal sisma, dalle forze imprenditoriali, sociali e produttive del territorio è stato prorogato al 1o gennaio 2011 l'avvio della restituzione di quanto sospeso fino al 30 giugno 2010, lasciando invariata la data del 30 giugno per la fine della sospensione della tasse e dei contributi correnti escludendo solo i titolari da reddito di impresa o di lavoro autonomo con volume di affari non superiore ai 200.000 euro;
- il 29 luglio 2010 il Governo ha accolto, senza alcuna condizione, l'ordine del giorno 9/3638/229 che lo impegnava a predisporre le misure necessarie per prevedere nei confronti dei cittadini colpiti dal sisma del 6 Aprile 2009 lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise colpiti dal terremoto o dei cittadini di Alessandria colpiti dall'alluvione;
- dal 1o gennaio 2011 i cittadini colpiti dal sisma dovranno cominciare a restituire le somme sospese;
- le condizioni previste per la restituzione di quanto sospeso ai cittadini aquilani colpiti dal sisma sono completamente diverse da quanto previsto per le popolazioni colpite da altre calamità naturali poiché nessuno ha dovuto restituire il 100 per cento di quanto sospeso dopo appena 20 mesi,
impegna il Governo
a concretizzare, nel primo provvedimento utile, quanto si è impegnato a fare accogliendo l'ordine del giorno 9/3638/229 del 29 luglio 2010 prevedendo per i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise colpiti dal terremoto o dei cittadini di Alessandria colpiti dall'alluvione, cominciando col rimandare l'avvio della restituzione di quanto sospeso dal 1o gennaio 2011 al 1o gennaio 2012.
9/3778/105. Lolli, Toto, Di Stanislao, Mantini, Catone, D'Incecco, Ginoble, Tenaglia, Livia Turco.
Accolto dal Governo (e accettato da Lolli):
La Camera,
premesso che:
- in attuazione del decreto-legge n. 39 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2009, nel mese di aprile 2009 sono stati emanati vari provvedimenti che hanno prima sospeso e poi prorogato sino al 30 giugno 2010 i pagamenti di tasse e contributi per le popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009;
- nel mese di luglio 2010 dopo due consistenti manifestazioni di cittadini avvenute a L'Aquila e a Roma e dopo numerose proteste unitarie promosse dai sindaci dei comuni colpiti dal sisma, dalle forze imprenditoriali, sociali e produttive del territorio è stato prorogato al 1o gennaio 2011 l'avvio della restituzione di quanto sospeso fino al 30 giugno 2010, lasciando invariata la data del 30 giugno per la fine della sospensione della tasse e dei contributi correnti escludendo solo i titolari da reddito di impresa o di lavoro autonomo con volume di affari non superiore ai 200.000 euro;
- il 29 luglio 2010 il Governo ha accolto, senza alcuna condizione, l'ordine del giorno 9/3638/229 che lo impegnava a predisporre le misure necessarie per prevedere nei confronti dei cittadini colpiti dal sisma del 6 Aprile 2009 lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise colpiti dal terremoto o dei cittadini di Alessandria colpiti dall'alluvione;
- dal 1o gennaio 2011 i cittadini colpiti dal sisma dovranno cominciare a restituire le somme sospese;
- le condizioni previste per la restituzione di quanto sospeso ai cittadini aquilani colpiti dal sisma sono completamente diverse da quanto previsto per le popolazioni colpite da altre calamità naturali poiché nessuno ha dovuto restituire il 100 per cento di quanto sospeso dopo appena 20 mesi,
impegna il Governo
a valutare l'opportunità di concretizzare, nel primo provvedimento utile, quanto si è impegnato a fare accogliendo l'ordine del giorno 9/3638/229 del 29 luglio 2010 prevedendo per i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise colpiti dal terremoto o dei cittadini di Alessandria colpiti dall'alluvione, cominciando col rimandare l'avvio della restituzione di quanto sospeso dal 1o gennaio 2011 al 30 giugno 2011.
9/3778/105. Lolli, Toto, Di Stanislao, Mantini, Catone, D'Incecco, Ginoble, Tenaglia, Livia Turco.
(fonti: Resoconto stenografico della seduta del 19 novembre 2010 della Camera dei Deputati e Ordini del Giorno dell'Assemblea del 19 novembre 2010)
Sciacalli
Non bastavano gli allegroni che se la ridevano la notte del 6 Aprile 2009.
Non bastavano i "signori" della Banda Bassotti.
Non bastavano i giocatori di Risiko-Univaq.
Non bastavano i vari Fusi, Verdini & co.
No, non bastavano. Ci mancavano giusto questi...
(PS: se volete vomitare pure l'anima, "gustatevi" il trailer)
Conati di vomito 3: lo scaricabarile
Continua la saga dei "Conati di vomito" con commenti freschi freschi sull'affaire-Balducci da parte dei miei concittadini "fanboy" di San Guido Bertolaso.
Essendo ormai diventata indifendibile la posizione della "Ferratella" e degli imprenditori che se la ridevano (ah, lo rie...), i miei simpatici compagni di sventura hanno deciso di cambiare completamente strategia e hanno tirato una linea netta: San Guido è innocente, la sua unica colpa è "essersi circondato di gente poco affidabile" (sic!) e quindi l'origine del male è da ricercare nel gruppo Balducci-Della Giovanpaola-De Santis.
A prescindere che simili affermazioni mi ricordano come i neonazisti tentavano di riabilitare Hitler ("non era colpa sua, erano i suoi gerarchi ad essere dei criminali"), quello che faccio fatica a comprendere è come un dirigente di un ente pubblico sia esente da ogni responsabilità se dei suoi diretti sottoposti commettono reati ed illeciti. Che io sappia, la culpa in vigilando non è mai stata abolita...
---EDIT---
A quanto pare, anche San Guido ha sposato questa linea di condotta, scaricando tra le righe la responsabilità ad Angelo Balducci in un'intervista al Corriere.
Conati di vomito 2: pecore e pecorari
Siccome sono un po' come i cornuti e ci ripenso, dopo aver postato la mia reazione a caldo mi sono riletto tutto l'articolo di Repubblica.it, i commenti fatti su Facebook da gente aquilana e non e i commenti sulle varie notizie riportate da ilcapoluogo.com.
Ebbene, ho notato una cosa: come al solito, mentre le persone non aquilane che conosco si sono indignate (come è giusto che sia) anche e soprattutto per i presunti commenti sul terremoto, molti aquilani invece si sono turati il naso e hanno girato la testa dall'altra parte, accusando chi s'indigna di essere:
- una pecora
- un comunista (non poteva mancare, no?)
- un falso
- un ipocrita
- un prezzolato della sinistra (perchè siamo a ridosso della campagna elettorale)
Vorrei porre un interessante quesito a costoro: gira voce (non so quanto sia fondata) che di circa 300 milioni di euro stanziati per il Progetto C.A.S.E. si siano perse le tracce; sapendo che (forse) questi fondi sono completamente irrintracciabili, che due degli arrestati hanno ricoperto incarichi secondi solo a Bertolaso all'interno della P.C. e che sono accusati di corruzione... il dubbio che le accuse siano fondate non vi sfiora neanche un po'?
Rispondete pure con calma, nel mentre vado a belare un po'.
Malcontento?
Dalle parti di un "campo di accoglienza" c'è una struttura fatta con tubi innocenti per riparare alcuni camper dal sole, coperta da un telo "verde militare".
Nulla di strano al riguardo, se non fosse che sui due margini del telo che fanno da porta campeggino due scritte fatte con spray azzurro: una è "Cialente", l'altra un insulto.
E per rafforzare la cosa, nei bagni del campo c'è lo stesso insulto rivolto sempre al sindaco, però con una "dedica" anche a sua moglie (che, poveraccia, proprio non c'entra niente).
Non so chi è l'autore, ma senza dubbio ce l'ha un po' col sindaco.
E credo che non sia l'unico...
Un motivo
Partiamo da una domanda molto semplice: a parte vane promesse, vergognose strumentalizzazioni ed atteggiamenti ambigui, che cosa hanno fatto i politici per L'Aquila?
Non per l'Abruzzo, per L'Aquila.
Guardiamo in faccia la realtà: per il resto dell'Abruzzo è stato fatto tanto, a volte anche troppo.
Per noi, invece, solo purghe. Grandi, grandissime, colossali purghe.
Dopo due mesi ancora non ci sono alloggi prefabbricati, però c'è il camper del PDL con scritto trionfalmente "Popolo delle Libertà: un aiuto per gli aquilani" e, per par condicio, c'è la tenda del PD qualche km dopo.
(Un po' più defilato Mastella che si accontenta di mettere due manifesti elettorali vicino alla chiesa di San Pio X)
Ora ditemi voi perchè dovrei votare.
Ditemelo.
Vi prego, datemi UN SOLO VALIDO MOTIVO per cui io - aquilano - dovrei andare a votare.
Ha fatto nu rodeo!
Fase 3: tutti ingegneri/muratori
- danni a casta?
- sci, na frega, steo aju secondo piano, tutte le tamponature so jite, nu tramezzo lo tengo abbatte, gli altri solo l’intonaco, però le travi hanno retto, la struttura è apposto, pe fortuna! zitto va!
- eh pure alla me, na frega de danni, steo aju terzo piano, ma t’ha vedè aju primo, ha fatto nu rodeo! tutto sventrato, zitto va che me se rizza la pelle d’oca
Ebbravo Patrizio :)
Scala di intensità sismica Aquilana
- Essiju
- bottarella
- bella botta
- sileppa
- slenghera
- saraga
- petenga
- 'ngulallazia
Si ringrazia Angelo De Nicola per aver condiviso questa perla su Il Messaggero :)
Un mese dopo
A quasi un mese da quel maledetto 6 aprile abbiamo toccato il fondo: adunate a Pescara sotto la benedizione della locale amministrazione comunale per cercare di far spostare univaq lì fatte passare come assemblee di tutti gli studenti dell'ateneo, manifestazioni a L'Aquila mascherate come proteste contro lo smembramento dell'ateneo ma che in realtà sono organizzate dalle stesse persone delle adunate di cui sopra, lo Stato che pretende che ci paghiamo il 66% della ricostruzione di tasca nostra o che una società privata diventi proprietaria di quel che resta della nostra casa se decidiamo di far subentrare lo Stato nel pagamento del mutuo, e - dulcis in fundo - il nostro sindaco che si cala le braghe di fronte a tutto questo.
E noi zitti e a testa bassa come caproni.
Possibile che gli aquilani siano diventati miopi fino al punto di non capire che non solo nessuno ci aiuterà, ma anzi si prodigheranno per spogliarci di tutto ciò che ci rimane?
Possibile che i politici aquilani si siano dileguati o abbiano tutti deciso di obbedire agli ordini provenienti dalle direzioni di partito contro ogni interesse dei propri concittadini?
Possibile che siamo diventati così egoisti (o stolti) da far finta che tutto va bene e che prima o poi le cose torneranno da sole alla normalità?
L'Aquila non tornerà mai a volare finchè noi continueremo a fare i nobili decaduti del cazzo.
E' ora di svegliarci o morire.




